2019/10 Abbiamo elevato il nostro standard

Oggi la linea standard di tubi e lastre isolanti in elastomero estruso ed espanso Eurobatex raggiunge la gamma top di tutti i concorrenti, anche i più blasonati. È stato infatti migliorato il fattore di diffusione alla resistenza del vapore acqueo (µ) portandolo da ≥ 7.000 a ≥ 10.000, indistintamente per tutti i tubi fino allo spessore 19 mm e per tutte le lastre fino allo spessore 25 mm.

Con un solo prodotto, la linea base Eurobatex offre dunque le migliori caratteristiche qualitative del mercato in termini di conducibilità termica (λ a 0°C = 0,033), classe di resistenza al fuoco (BLs2d0 su tutta la gamma tubi) e resistenza al vapore acqueo (µ≥10.000). E tutto questo a parità di costo, con il vantaggio evidente che un’unica linea semplifica la gestione dei magazzini e soddisfa le richieste più esigenti.

Che cosa è davvero importante per migliorare l’efficienza di un impianto, per poterla garantire nel tempo, e per risparmiare energia?

Il principale scopo degli isolanti elastomerici espansi è la riduzione del flusso di energia termica tra un fluido (freddo o caldo) contenuto in una tubazione e l’ambiente circostante; di conseguenza il parametro tecnico più importante è senza dubbio la conducibilità termica λ (che, ricordiamolo, più è bassa, più il materiale è isolante). In particolare l’isolamento delle tubazioni funzionanti con fluidi freddi, tipicamente utilizzato negli impianti di climatizzazione e refrigerazione, oltre a determinare un evidente risparmio energetico consente di evitare la formazione di condensa.

L’elastomero espanso protegge infatti gli impianti, sui quali, se non correttamente isolati, si potrebbero innescare fenomeni di corrosione con relativi deterioramenti e implicazioni legate anche allo sviluppo di batteri, muffe e funghi (dannosi per la salute dei frequentatori delle aree interessate, per le merci e le apparecchiature stesse).

Con il processo di condensazione si può innescare un continuo flusso di vapore verso la tubazione fredda, ovvero verso le parti del sistema non adeguatamente protette/isolate. Il flusso di vapore è continuo in quanto l’umidità una volta condensata (o ghiacciata) richiama altra umidità per ristabilire l’equilibrio termico.

Abbiamo visto come un flusso di vapore d’acqua causato dalla condensazione possa favorire diversi fenomeni negativi; ricordiamo i principali:

  • aumento della conducibilità termica del materiale isolante (l’acqua conduce circa 20 volte in più rispetto all’aria, il ghiaccio circa 100 volte) provocando il progressivo peggioramento della situazione e comportando anche un mancato risparmio energetico
  • formazione di un ambiente umido, ideale per l’accelerazione dei fenomeni di corrosione delle tubazioni che trasportano il fluido
  • aumento di peso dei tubi isolati, che può determinare anche la rottura delle staffe e di tutto il sistema di ancoraggio delle tubazioni.

Ma c’è un ulteriore parametro tecnico che svolge un ruolo importante e sinergico con la conducibilità termica: il fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo µ.

Il fattore di resistenza al vapore acqueo, comunemente chiamato fattore µ, è un numero adimensionale che descrive quante volte un materiale o un prodotto è in grado di resistere al passaggio del vapore acqueo rispetto a uno spessore equivalente dell’aria.

L’aumento del fattore di resistenza alla diffusione del vapore acqueo migliora le prestazioni del prodotto risolvendo diverse problematiche nelle applicazioni di refrigerazione e climatizzazione. In un sistema nel quale il fluido che scorre nei tubi da coibentare è freddo, è importante, per la prevenzione della condensa, che vengano soddisfatte due condizioni: l’isolamento termico e la barriera alla diffusione del vapor d’acqua. Entrambe le condizioni sono necessarie: tanto più il prodotto è performante in termini d’isolamento termico e di barriera al vapore, tanto più valido sarà il contrasto alla formazione della condensa.

Proviamo a chiarire il concetto con un esempio, con un caso “estremo” perché sia più comprensibile: gli isolanti fibrosi (lana di roccia, lana di vetro) sono degli eccellenti isolanti termici, ma non hanno alcuna efficacia in termini di barriera al vapore d’acqua. Proprio per questo motivo, notoriamente, non possono essere utilizzati negli impianti di raffrescamento.

Per confrontare diverse soluzioni si può trasformate il tutto in un valore indipendente e significativo: Sd, ovvero la resistenza al passaggio del vapore. Questa si ottiene moltiplicando il parametro µ del materiale con lo spessore del prodotto espresso in metri: sd = μ · s (m).

Il valore ottenuto rappresenta lo spessore dello strato d’aria equivalente che oppone una resistenza alla diffusione del vapor d’acqua uguale a quella del prodotto specificato.

A titolo d’esempio: utilizziamo un isolante fibroso con spessore 19 mm con valore µ = 3, ricoperto da un rivestimento di PVC (barriera al vapore) di spessore 0,3 mm con valore µ = 100000; si può facilmente calcolare lo strato equivalente d’aria che sarà data da:

- contributo dell‘isolante 3×0.019 = 0,057 m (spessore dello strato d’aria equivalente)

- contributo del rivestimento 100000×0.0003 = 30 m (spessore dello strato d’aria equivalente)

- strato equivalente d’aria totale = 30,057 metri equivalenti (spessore dello strato d’aria equivalente)

Se sostituiamo invece il materiale fibroso con un isolante elastomerico (FEF) anch’esso di 19 mm di spessore ma con valore µ = 10000, avremo:

- 10000×0.019 = 190 metri equivalenti (spessore dello strato d’aria equivalente)

Concludendo si può dire che, nel caso sopra descritto, la protezione (barriera al vapore) dell’isolante elastomerico è 6 volte superiore all’utilizzo d’un isolante fibroso con applicata una barriera al vapore tipo foglio di PVC.

Si può notare che il fattore di resistenza al vapore µ del materiale non cambia con lo spessore; il valore Sd è invece funzione dello spessore.

Anche nel caso d’utilizzo congiunto di isolante fibroso con aggiunta di una barriera al vapore di un foglio d’alluminio con una permeabilità “quasi infinita” avremo in ogni caso un sistema che è basato solo su una debole protezione esterna: basterebbe una piccola lacerazione di tale foglio per permettere al vapore d’acqua di entrare nel sistema.

In effetti la presenza di celle chiuse e il contemporaneo elevato valore di µ assicura la lunga durata dell’isolante elastomerico nel tempo.

Anche nel caso di danneggiamenti/tagli superficiali dell’isolante elastomerico Eurobatex è comunque garantita una certa resistenza al passaggio del vapore d’acqua, proporzionale allo spessore integro residuo.